"Le Nature-based Solutions sono azioni per proteggere, gestire in modo sostenibile e ripristinare gli ecosistemi naturali e quelli modificati che affrontano le sfide sociali in modo efficace e adattivo, fornendo al contempo benessere per gli esseri umani e benefici per la biodiversità."
INTERNATIONAL UNION FOR CONSERVATION OF NATURE (IUCN)
Per approfondire la tematica delle Nature Based Solution (NBS) in generale potete visitare il sito dell'IPCC Italia.
Possiamo calare le NBS anche nella realtà del Tagliamento. Le alternative proposte per la gestione del bacino del fiume Tagliamento sono numerose e mirano a ripristinare le dinamiche naturali del fiume per mitigare il rischio idrogeologico. Ecco un elenco di possibili soluzioni applicabili:
Arretramento arginale (Setback Levees) e allargamento degli alvei
Prevede la demolizione degli argini artificiali esistenti, laddove il tessuto urbano non è direttamente adiacente all'alveo, e il loro riposizionamento a distanze considerevoli. In questo modo si inglobano vaste porzioni di pianura agricola limitrofa, permettendo di ricostituire la naturale piana allagabile. L'espansione della sezione idrica garantisce un drastico abbattimento dei tiranti e della velocità dell'acqua, riducendo le forze erosive (shear stress) e scongiurando il rischio di collasso catastrofico delle strutture.
Decementificazione e rinnaturazione
Rimozione di opere in cemento, canalizzazioni, regimazioni e sbarramenti artificiali che devastano l'ecosistema fluviale. Ricostruzione e restauro degli ecosistemi originari e della morfologia a canali intrecciati (braided), che permettono al fiume di evolvere verso uno stato naturalistico ed essere molto più resiliente agli eventi meteorologici estremi.
Tutela e ripristino dei boschi ripariali
Mantenimento e ricolonizzazione spontanea delle foreste di galleria e della vegetazione ripuaria (come le associazioni a Salix alba e Populus nigra). I boschi golenali agiscono come una fascia tampone e come uno straordinario dissipatore di energia distribuito, frenando la forza delle acque di piena ed evitando l'erosione degli alvei. Nel medio corso, queste formazioni forestali favoriscono anche l'infiltrazione dell'acqua.
Gestione olistica dei sedimenti e continuità longitudinale
Mantenimento del trasporto solido di fondo, assecondando la naturale divagazione e il deposito dei materiali. Divieto dei massicci prelievi di materiale litoide ("sghiaiamento"). Rimuovere la ghiaia trasforma l'alveo in uno scivolo liscio che accelera i tempi dell'onda di piena e aggrava le inondazioni a valle. Reimmissione del sedimento a monte per scongiurare il fenomeno distruttivo delle "acque affamate" (correnti sovra-energizzate prive di sedimenti che erodono l'alveo e scalzano le sponde o i piloni dei ponti stradali e ferroviari).
Riattivazione dei corridoi fluviali e delle zone umide nel basso corso
Recupero delle antiche vie d'acqua e riattivazione delle zone umide o paludi originarie (drasticamente ridotte dalle storiche bonifiche) nella zona del delta. Queste aree fungerebbero da grandi zone di ritenzione e decantazione, allagandosi naturalmente per smorzare l'intensità della piena senza allagare i centri abitati, offrendo inoltre difese aggiuntive contro la subsidenza e l'intrusione salina.
Esondazioni controllate in aree agricole e casse di espansione naturali
Creazione e utilizzo di aree golenali per dissipare l'energia e smorzare le piene, permettendo esondazioni lente e controllate. Questa pratica, definita win-win, implica la temporanea sommersione di terreni a uso agricolo (tramite sistemi di permute o indennizzi come le servitù di allagamento) proteggendo invece le aree pedemontane di alto pregio ambientale e di biodiversità (come le Grave di Ciano).
Aree forestali di infiltrazione (AFI) e città spugna (Sponge Cities)
Sfruttamento di terreni agricoli molto permeabili per deviare piccole porzioni di portata fluviale in canali artificiali a fondo naturale circondati da alberi, con lo scopo di infiltrar l'acqua in eccesso e ricaricare le falde sotterranee. Adozione di aree di drenaggio urbano sostenibile nei centri fortemente impermeabilizzati, così da raccogliere e trattenere le acque piovane per poi scaricarle in maniera molto più graduata nei fiumi.